L'ITIS GIOVANNI XXIII ha acquistato un frigorifero specifico per la conservazione dei farmaci salvavita.

Sono stati stilati i protocolli di accoglienza agli alunni: disabili, con patologie, DSA e stranieri, consultabili nella sezione INCLUSIONE


Cittadinanza attiva: scuole e autorità viaggiano insieme

Il dramma dell’esodo e delle foibe affrontato dagli studenti

25Dall’otto al dieci aprile scorsi, una delegazione di quattro studenti ed un docente  del Giovanni XXIII, insieme alle rappresentanze di altre scuole della capitale, hanno partecipato al Viaggio in Istria organizzato da Roma Capitale, in cui hanno affrontato un percorso storico attraverso quello che è stato il dramma delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata ripercorrendone alcune tappe fondamentali tra cui la foiba di Basovizza e il centro profughi di Padriciano a Trieste; le città di Capodistria (oggi Koper in Slovenia) e Fiume dove si sono confrontati con quella che oggi è la minoranza italiana della città.

bassovizza2.jpgIn questo viaggio, accompagnati da alcuni esponenti dell’amministrazione romana, tra cui la sindaca Virginia Raggi ed i consiglieri Pacetti e Politi,   più di cento studenti romani hanno potuto far loro una parte della storia che purtroppo ad oggi è ancora poco conosciuta, attraverso i racconti dei testimoni esuli Niella Penso e Piero Sardos Albertini e gli interventi  della prof.ssa Schürzel, presidente dell’ Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia sezione di Roma, hanno potuto capire i prodromi di quello che è significato per molti italiani dopo la seconda guerra mondiale lasciare la propria terra al di là del confine orientale per sfuggire alla persecuzione e al dramma delle foibe. I ragazzi hanno fatto tesoro di questa esperienza attraverso il contatto diretto con i luoghi dove il dramma si è consumato: il primo giorno la sindaca, insieme ai ragazzi, ha deposto una corona di fiori al sacrario di Redipuglia (poco distante da Trieste), per onorare i nostri soldati caduti durante la prima guerra mondiale, e presso la foiba di Basovizza in memoria di tutte le vittime, parlando poi con i ragazzi carica di speranza verso un futuro migliore; e ancora la visita ai luoghi della “non-vita”, dove gli esuli hanno stazionato per anni come il campo profughi di Padriciano e la visita allo storico Magazzino 18 (in foto) nel porto vecchio di Trieste, dove gli esuli hanno dovuto abbandonare le loro cose prima di partire per le destinazioni che per la grande maggioranza di loro sarebbero diventate definitive.

bassovizza3.jpgNon soffermandosi solo al passato ma guardando anche al presente nei due giorni successivi il gruppo si è spostato prima in Slovenia, a Capodistria, dove per la prima volta il sindaco di Roma ha avuto un contatto con le autorità locali e poi a Fiume, oggi Rijeka in Croazia, dove hanno incontrato la comunità italiana: studenti, insegnanti e gli esponenti dell’amministrazione capitolina sono stati accolti al Liceo di Fiume, uno dei centri più importanti dell’italianità in quella cittadina, non solo dalle autorità croate e dal console italiano a Fiume, ma anche dagli studenti dell’istituto suggellando quindi una fratellanza attraverso i propri ragazzi, successivamente a Palazzo Modello, sede della Comunità Italiana di Fiume, le due amministrazioni si sono incontrate e  aggiornate sui progetti presenti e futuri per consolidare il rapporto di amicizia esistente.

bassovizza4.jpgQuesto viaggio ha avvicinato le istituzioni ai ragazzi, in un momento di grande confusione sociale ed umana; ma soprattutto ha aiutato gli studenti ad acquisire consapevolezza del passato con l’esperienza diretta sul territorio per poterla trasmettere ai compagni in modo che la conoscenza acquisita e condivisa anche negli incontri-dibattito tra i ragazzi  facesse riflettere che la frase “non deve accadere mai più” debba necessariamente corrispondere alla  precisa volontà di apprendere per non ripetere gli errori e le tragedie del passato: il percorso ha dato diversi spunti di profonda riflessione sui motivi per i quali  nessun’altra persona debba mai più vivere il dramma della persecuzione, vivere nella paura, abbandonare tutto in direzione dell’ignoto e spesso essere accolta con diffidenza o non esserlo affatto.

Nel caso in cui succedesse di nuovo, dobbiamo trovare i modi per rimediare. Per questo, il contatto con una realtà, che appartiene ad un passato a noi lontano, deve scuotere le nostre coscienze e invitarci ad impegnarci a fondo per provare a costruire una  società diversa, accogliente, migliore.

Antonio Astrologo 4 A