L'ITIS GIOVANNI XXIII ha acquistato un frigorifero specifico per la conservazione dei farmaci salvavita.

Sono stati stilati i protocolli di accoglienza agli alunni: disabili, con patologie, DSA e stranieri, consultabili nella sezione INCLUSIONE


26gen2018sor

 

E’ stata una mattina impegnativa ma molto interessante quella trascorsa sabato 26 gennaio 2019 presso il nostro Istituto per celebrare la Giornata della Memoria. L’Aula Magna “Federica Cavallaro” era gremita di gente: le sorelle Andra e Tatiana Bucci, sopravvissute al campo di Auschwitz-Birkenau, hanno portato la loro testimonianza ad un pubblico attento ed emozionato di studenti, genitori, rappresentanti del quartiere in cui la nostra scuola opera e cerca di esserne parte attiva anche attraverso questo genere di iniziative.

 

Le sorelle hanno condiviso il percorso che le ha portate da Fiume alla Risiera di San Sabba a Trieste insieme al loro cuginetto Sergio, alla mamma Mira ed alla zia Gisella, alla nonna ed ad un’altra zia e poi ad Auschwitz –Birkenau dove verranno separate dagli altri: la nonna e la zia più anziana verranno mandate subito alle camere a gas, gli altri sopravviveranno alla prima selezione. Andra e Tatiana, 4 e 6 anni, vengono scambiate per gemelle dal dott. Mengele e questo “equivoco”, insieme alla benevolenza di una guardiana della loro baracca nel Kinder Block, le salverà.  Il racconto prosegue con la tragica vicenda del loro cuginetto Sergio De Simone, la cui sorte si conoscerà solo dopo la fine della guerra e con l’assoluta convinzione delle due sorelline che la loro mamma fosse morta nel campo. Con la liberazione di Auschwitz, avvenuta ad opera dell’Armata russa il 27 gennaio del 1945, la loro sorte sembra segnata: dopo un anno in un orfanatrofio in Cecoslovacchia (in cui dimenticano l’italiano ed il tedesco per imparare il ceco), vengono trasferite in Inghilterra, dove sir Benjamin Drage, un facoltoso magnate di origine ebraica, ha deciso di mettere a disposizione le sue finanze ed una sua villa per ospitare i bambini liberati nei campi e rimasti soli che,  dopo un breve periodo, sarebbero stati portati in Israele e cresciuti come orfani della Shoah. La perseveranza e la lungimiranza di mamma Mira, che in passato era già sfuggita ai pogrom in Russia, avranno la meglio sul destino loro riservato. Le piccole ritroveranno entrambi i genitori e torneranno ad essere una famiglia e la vita, nonostante l’orrore vissuto nei campi ed i lutti sconvolgenti che le avevano travolte, riprenderà a scorrere in una sorta di forzata “normalità”, ma il ricordo struggente del loro cuginetto perduto le accompagnerà e le segnerà per tutta la vita. Le sorelle si sposeranno e avranno entrambe due figli: Andra vive ora negli Stati Uniti e Tatiana a Bruxelles. La loro testimonianza, in gran parte ricostruita da documenti e testimonianze raccolti nel campo, ha colpito molto coloro che erano presenti e rappresenta per noi un prezioso tassello nella storia della Shoah. La prof. ssa Buccioli, docente di storia e filosofia al Convitto Nazionale, che le accompagnava, ha contribuito con i suoi interventi a fornire il quadro storico in cui l’Olocausto si inserisce e così abbiamo avuto il privilegio di assistere ad una lezione di storia che ruotava attorno al racconto di due testimoni dirette della Shoah. A concludere la mattinata è intervenuto per i ringraziamenti ed i saluti il nostro Dirigente scolastico, prof. A.M. Allega, sempre disponibile e attento alle tematiche che contribuiscono alla formazione di una coscienza critica dei nostri studenti.

Ora il testimone passa ai nostri ragazzi, così come suggerito da Roma Capitale che ha ideato una mostra dal titolo “Testimoni dei Testimoni” inaugurata alla vigilia della Giornata della Memoria al Palazzo delle Esposizioni in via Nazionale, con la collaborazione di un gruppo di studenti delle scuole romane che hanno partecipato ai Viaggi della Memoria ad Auschwitz Birkenau. Nel gruppo che ha allestito la mostra c’era anche Mirela, una nostra ex allieva, che nel corso della mattinata ne ha illustrato lo scopo principale, che è quello di testimoniare quanto accaduto nel passato perché, in un periodo come quello che stiamo vivendo, in cui si teme il diverso o lo straniero, solo la memoria di ciò che è stato e che non deve ripetersi può salvare il genere umano.